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Il Sentiero dei Soldati dal Rifugio Fratelli Grego

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A. ANELLO DEL LAGHETTO SOMDOGNA
Caratteristiche del percorso:
• Partenza: Rifugio Fratelli Grego
• Difficoltà: bassa
• Quota minima: 1389 m
• Quota massima: 1397 m
• Tempo: 1,15 ore
Siti di interesse:
Lungo il gradevole sentiero tra i boschi di faggio si possono vedere i segni ben visibili delle 4 linee di difesa che componevano la prima linea italiana durante la Grande Guerra. Numerosi i crateri lasciati dalle esplosioni delle migliaia di granate di medio e grosso calibro lanciate dall’artiglieria austro-ungarica. Una battaglia particolarmente cruenta si svolse il 18 e il 19 ottobre del 1915, quando gli Austro-Ungheresi cercarono di riconquistare le posizioni del Peceit e di Somdogna e giunsero quasi sulla Sella Somdogna, ma furono respinti dal fuoco dell’artiglieria e delle mitragliatrici dell’esercito italiano.

B. JÔF DI MIEZEGNOT
Caratteristiche del percorso:
• Partenza: Rifugio Fratelli Grego
• Difficoltà: alta
• Quota minima: 1389 m
• Quota massima: 2087 m
• Tempo: 4,00 ore
Siti di interesse:
Sulla vetta dello Jôf di Miezegnot il panorama sulle giulie e sulle Carniche Orientali è estesissimo. Sorpassate alcune lapidi dell’ex cimitero di guerra italiano, il sentiero permette di raggiungere i ruderi del villaggio di guerra del Regio Esercito Italiano, una straordinaria serie di costruzioni a quota 1890 metri denominata “Villa Bucintoro”. In vetta allo Jôf di Miezegnot si possono vedere ancora i diversi ruderi delle costruzioni, appostamenti e soprattutto i resti di uno dei più importanti osservatori d’artiglieria dell’esercito italiano.
Sul costone Peceit si trovano ancora altri resti di fortificazioni italiane e profonde trincee scavate nella roccia.

C. JÔF DI MONTASIO
Caratteristiche del percorso:
• Partenza: Rifugio Fratelli Grego
• Difficoltà: medio/alta
• Quota minima: 1389 m
• Quota massima: 2754 m
• Tempo: 7,00 ore
Siti di interesse:
Dalla cresta del Montasio è possibile godere di una vista spettacolare. Sullo Jôf di Montasio, per tutta la durata della guerra, rimase accampato un piccolo gruppo di Alpini. Questi, con un collegamento telefonico con i comandi dell’esercito, dirigevano da quell’osservatorio i tiri delle batterie d’artiglieria e segnalavano i movimenti delle truppe austro-ungariche.
Per arrivare in vetta, gli Alpini costruirono un primo percorso con funi metalliche e una scala di ferro di circa 70 metri, sostituiti nel 1963 dal CAI di Gorizia con l’attuale scala intitolata ad Agostino Pipan.