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Progetto: FAMIGLIA E TERRITORIO / L'ASSISTENZA CIVILE / L'ABBIGLIAMENTO

Classe: 5^A SSS - Cecchini Mariella / Romanini Elisabetta

SCHEDA DELLA FONTE

  • La cartolina è risalente al 1915, rappresenta Severo De Monte in tenuta militare prima della partenza per la guerra. La foto è stata scattata presso uno studio fotografico di Artegna.
  • La foto è stata ritrovata nell’abitazione di Menis Giulia, nata ad Artegna il 24 marzo 1938, moglie dell’ultimo dei sette figli di De Monte Severo.
  • La foto era conservata nella casa paterna della famiglia De Monte, ereditata dall’ultimo figlio e situata in via Borgo Monte 6 ad Artegna.
  • Lo stato di conservazione è discreto e la carta, a causa del tempo, si è ingiallita. Ora la foto viene conservata in un luogo asciutto e buio, ma presumibilmente in alcuni periodi (per esempio durante gli anni successivi al terremoto del 1976) è stata riposta in luoghi non adeguati.
  • La fonte è stata raccolta il 21 settembre 2014 ad Artegna in via Borgo Monte 6.
  • Informazioni in più: il soggetto della foto era nato ad Artegna il 21 agosto 1897 ed è deceduto sempre ad Artegna il 1° dicembre 1964. La famiglia di provenienza risiedeva nel medesimo luogo in cui è stata rinvenuta la foto. Lui era il primo di quattro figli (due maschi e due femmine), si coniugò con De Monte Romana, sua coetanea abitante nella stessa borgata, ed ebbero sette figli (due maschi e cinque femmine). Durante il periodo della prima guerra mondiale partecipò al conflitto nel corpo degli alpini e fu inviato al fronte in una zona non molto distante dal suo paese di origine. Riuscì a rientrare incolume dal conflitto (qui le notizie raccolte non sono molto precise). Durante il periodo fascista, a causa delle sue idee contrarie al regime non ebbe vita facile ( si rifiutò di sottoscrivere la tessera del partito) e fu costretto per sostentare la famiglia a cercare lavoro in Etiopia. Qui fu sorpreso dallo scoppio del secondo conflitto e fu fatto prigioniero dagli inglesi. Riuscì a rientrare in Italia solamente alla fine della guerra, dopo otto anni dalla partenza. Durante la prigionia subì l’amputazione di una gamba per problemi circolatori. Al rientro in Italia riuscì finalmente conoscere l’ultimo dei suoi figli, nato alcuni mesi dopo la sua partenza, e venne a conoscenza della morte prematura della sua seconda figlia. Durante il lungo periodo della prigionia la famiglia non ebbe mai sue notizie.