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Quaderno didattico - PAESI NELLA GUERRA

FATICARE COME UN UOMO E FORSE DI PIÙ: L’EPOPEA DELLE PORTATRICI NELLE MONTAGNE FRIULANE.

Maria Plozner Mentil di Timau saliva con passo lento ma sicuro lungo i sentieri di quel muraglione di montagne che sono a ridosso del suo paese Timau – Tischlbong, trasportava munizioni per le truppe italiane che combattevano lungo le linee scavate sui suoi monti. Il carico era pesante, a volte raggiungeva anche i quaranta chili, e salire fino agli oltre 1800 metri del Pal Piccolo e del Pal Grande non era certo agevole, ma era una vita che lei e le sue compagne salivano per quei sentieri. Il gruppo era composto di una ventina di donne, tutte affardellate con le loro gerle sovraccariche. C’era anche chi trovava il tempo di sferruzzare salendo, quasi andando alla cieca tanto erano conosciuti i sentieri. Certo la paga non era elevata, soprattutto in rapporto al pericolo di avvicinarsi alla linea di fuoco, ma una lira e cinquanta centesimi per viaggio non era cifra da disprezzare, soprattutto per una come Maria che aveva il marito in guerra e quattro figli da tirar su. E poi lassù combattevano gli alpini delle sue parti, uomini che conosceva o che sapeva venire da vallate vicine. “Anin, senò chei biaduz ai muri encje di fan” (andiamo perché se no quei poveretti muoiono anche di fame). Poi il parroco di Paluzza aveva suonato le campane per chiamarle a raccolta e per invitarle ad aiutare i loro uomini in guerra. Motivo in più per fare questo pesante lavoro.
Maria aveva appena scaricato la sua gerla, si era seduta a prender fiato e a chiacchierare con la sua amica Rosalia di Cleulis a Malpasso di Pramosio. Un colpo secco risuonò tra le montagne, un attimo di silenzio e un urlo e subito dopo un altro straziante grido. Maria era stata colpita da un cecchino austriaco che aveva riconosciuto il bracciale rosso con cui si distinguevano le portatrici. Fu trasportata a Paluzza in uno degli ospedali da campo dei militari. Nella notte del 15 febbraio 1916 morì.
Fin dalla fine del conflitto si amplificò l’eco delle gesta delle portatrici carniche, soprattutto quelle di Timau, Cleulis e Paluzza. Forse una spiegazione sta nel fatto che loro avevano di fronte un’imponente catena di montagne e una di loro morì per prestare il suo servizio. Sta di fatto che le portatrici furono utilizzate dall’esercito italiano lungo tutto l’arco delle montagne friulane e venete. In Friuli ne furono registrate 1.105, in pratica un battaglione, comprese tra Arta Terme, Cercivento, Chiusaforte, Comeglians, Dogna, Enemonzo, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Ligosullo, Moggio Udinese, Ovaro, Paluzza, Paularo, Pontebba, Prato Carnico, Preone, Ravascletto, Raveo, Resia, Rigolato, Sutrio, Tolmezzo, Treppo Carnico, Venzone e Zuglio. Paesi anche distanti dal fronte, ma accomunati dalla miseria che la guerra aveva portato. Nello specifico del Canal del Ferro i numeri di portatrici regolarmente registrate per paese sono Chiusaforte 32, Dogna1 Moggio Udinese 69, Pontebba 50, Resia 5, Trasaghis 1, Venzone 2. In questi dati ufficiali non sono tenute in conto tutte quelle donne che non furono considerate portatrici per vari motivi come l’estemporaneità del servizio prestato. Con l’eccezione di Dogna e in parte Resia, i numeri più alti di portatrici siano nei paesi a ridosso della linea del fronte.
Sebbene siamo lontani dai numeri di portatrici di Paluzza (223), Paularo (229) e Rigolato (153) si rientra nella media di tutti gli altri paesi della montagna friulana.
É necessario ricordare come non ci siano dati fruibili sulle donne dei paesi della Kanaltal – Valcanale che svolsero gli stessi compiti per conto dell’Imperial-regio esercito.
Tutte queste donne contribuirono in modo non indifferente allo sforzo bellico, ma insieme a loro non si possono dimenticare anche i ragazzi e gli uomini inabili alla guerra che furono adoperati come operai, spalatori, trasportatori. La guerra totale, sulle nostre montagne, fu anche questo.

Portatrici i numeri per comune
Arta Terme: 84
Cercivento: 65
Chiusaforte: 32
Comeglians: 46
Dogna: 1
Enemonzo: 5
Forni Avoltri:77
Forni di Sotto: 3
Lauco: 1
Ligosullo: 28
Moggio Udinese: 69,
Ovaro: 97
Paluzza: 223
Paularo: 229
Pontebba: 50
Prato Carnico: 57
Ravascletto: 60
Raveo: 1
Resia: 5
Rigolato: 153
Sappada: 19
Sutrio: 43
Trasaghis: 1
Tolmezzo: 24
Treppo Carnico: 64
Venzone: 2
Zuglio: 2