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Quaderno didattico - PAESI NELLA GUERRA

LA GUERRA IN PAESE: COMANDI, CASERME, OSPEDALI, MAGAZZINI

L’esercito italiano era presente nel territorio nel Canal del Ferro e nel gemonese, così come quello, austro-ungarico era in quello della Kanaltal – Valcanale. Quest’ultimo nell’estate del 1914, oltre che la mobilitazione, aveva iniziato lavori di difesa.
Dall’aprile del 1915 arrivarono i battaglioni italiani, principalmente degli alpini, ma anche di fanteria. Nella zona di Resiutta in località Stuvèt c’era una compagnia di artiglieria-treno, a Crènie furono collocati capannoni per deposito e utilizzati locali della fabbrica di calce idraulica, nella latteria s’insediò una caserma, così come nel locale del mulino a cilindri, nel granaio della canonica e nell’asilo.
A Povici di Sotto (Frais e Cosòne) c’era un accampamento tende per riposo truppe.
Nel 1916 le truppe costruiscono la fontana “dell’oca” sullo sperone della Forcjete e la cappella votiva Beata Vergine del Rosario di Pompei. Diverse case private furono requisite per ospitare ufficiali.
A Chiusaforte le chiese requisite di Casasola e Raccolana diventarono Magazzini. Lo scalo ferroviario fu ampliato dal 6° reggimento Genio Ferrovieri, l’albergo Pesamosca ospitò ufficiali, mentre casa Pesamosca diventa sede del comando del Genio per il settore val Fella, casa Donadelli fu la sede della Direzione Lavori del Genio Zona Carnia, le piane agricole lungo il Fella furono utilizzate per allestire l’accantonamento delle truppe.
L’ampia zona vicino la confluenza del Raccolana con il Fella fu utilizzata per allestirvi parchi Artglieria e Genio, parco buoi, laboratori e officine per la riparazione, piazza d’armi, addestramento truppe e cerimonie.
“Ho un capitano di fanteria che, ferito alle gambe, mi tiene in pensiero. E’ stato preso da gangrena gazosa così furiosa che sfida tutto e morirà. Ho eseguito una amputazione di gamba su di un individuo che giunse 4 giorni orsono in stato così grave che poteva riguardarsi come preagonico; oggi ha ripreso e l’ho operato. Nelle ore pomeridiane un capitano […] è stato preso da gangrena gazosa per frattura delle gambe; essa era così grave che progrediva da un momento all’altro; ho amputato la coscia desta e ampiamente squarciata la sinistra. Sono certo di aver lavorato inutilmente” così scriveva il 27 maggio 1917 il medico Soldani il suo operato in un ospedale da campo vicino al fronte del Carso. I feriti che si salvavano e che avevano bisogno di un periodo di convalescenza erano inviati nelle retrovie in ospedali ricavati nelle scuole pubbliche o in altri edifici di grande capienza. A Resiutta l’Hotel ex Barnaba fu trasformato in ospedale, mentre a Raccolana l’ospedale fu ricavato nella grande palazzina a tre piani di fronte al greto del Fella. Ci furono anche ospedali gestiti dalla Croce Rossa Italiana a Moggio con l´Ospedale da campo della Sanità n. 90, a Dogna con l´Ospedale della Sanità situato in un Albergo e a Chiusaforte con l´Ospedaletto someggiato della Sanità n. 01.
Soprattutto dopo il primo anno di guerra, entrar a far parte della sussistenza o dei reparti di questo tipo era un modo per vedere salva la vita, ma i soldati di prima linea cominciarono a mugugnare contro gli ‘imboscati’ che facevano ‘la bella vita’ alle loro spalle. Un esercito di massa non può fare a meno delle scorte necessarie per la guerra e di chi le smista nel modo più razionale ed efficace, perciò questi soldati erano indispensabili. A volte erano opinabili le vie del loro reclutamento, così che spesso venivano visti come imboscati dai militari impegnati in prima linea.
Le zone periferiche dei paesi e le campagne limitrofe si andarono riempiendo di baracche che ospitavano i reparti di prima linea in riposo. Gli ufficiali e i sottoufficiali prendevano alloggio presso privati che affittavano una stanza per arrotondare le loro entrate. Le donne fornivano servizi come la pulitura e la riparazione delle divise. In questi periodi i soldati erano impegnati per buona parte della giornata a marciare, a mantenere la pulizia delle armi, a fare esercitazioni. Per addestrare i rincalzi (chi subentrava per sostituire i soldati morti o feriti), erano fatte anche esercitazioni a fuoco.