ggg5

Quaderno didattico - PAESI NELLA GUERRA

PAESI IN GUERRA: 1915-1916

La guerra è alle porte anche dell’Italia: a Pontebba solo la sera del 20 maggio il Comando militare di divisione consigliò al Sindaco (che da maggio aveva chiesto inutilmente suggerimenti sul da farsi) di iniziare ad allontanare la popolazione dal paese. Il 23 maggio l’amministrazione comunale, che si era trasferita a Moggio, iniziò la distribuzione di soccorsi ai primi profughi che erano partiti da Pontebba in treno con il divieto di portare con sé semplici bagagli, l’unica concessione era una sacca a mano.
Pochi giorni dopo, il 25 maggio, a Moggio giunsero anche i profughi della val Aupa: in quelle giornate convulse si erano registrati delle interruzioni sulle linee telefoniche della valle, il Comando militare aveva accusato la popolazione di aver compiuto un’azione di sabotaggio e per questo aveva trasferito a Moggio i mille abitanti di Bevorchians, Dordolla, Grauzaria, Monticello, Riolada, Pradis e Chiaranda. Trattati dal Comando militare come traditori, dovettero aspettare fino a ottobre, quando caddero le accuse infondate nei loro confronti, perché potessero tornare a casa.
Circa un anno dopo iniziarono i bombardamenti: Moggio fu colpito il 15 novembre 1916 con un morto e quattro feriti, Gemona due giorni dopo da tre bombe. I danni furono stimati per Gemona in 4.127 lire, per Moggio la cifra salì a 216.500 lire.
Nonostante il momento difficile, ci fu però anche grande attenzione a salvare il patrimonio artistico, in alcuni casi i tesori dei centri furono affidati all’arcivescovo di Firenze, come nel caso di Venzone e Gemona nel 1917.
Il 21 maggio arriva l’ordine di allontanarsi anche per gli abitanti di Pontebba, da subito donne, bambini, vecchi e ammalati. Alle 15 del 22 parte l’ultimo treno, alla fermata di Pietratagliata salgono i 400 abitanti. Alla sera c’è un treno speciale per le 200 vacche della frazione più quelle dei Piani di Pontebba.
I profughi vengono distribuiti da Chiusaforte a Udine. Il comune provvisorio hasede a Moggio fino all’ottobre 1917, dopo verrà trasferito a Firenze.
Il 25 maggio gli austriaci fanno saltare il ponte del confine così come tutti quelli fino a Malborgeth – Malborghetto. Iniziano i bombardamenti reciproci.
Sono pochissimi i rimasti a Pietratagliata: Rosalia Wilma Pittino con sua madre che era la madre della guida scelta Giuseppe Cappellaro rimasto in zona.
Contemporaneamente anche nella Kanaltal – Valcanale la guerra sconvolge la realtà. A Pontafel la domenica del 16 maggio 1915 l’autorità militare austriaca aveva affisso un avviso con cui invitava la popolazione allo sgombero e offriva il carico gratuito delle masserizie su i treni, il 20 maggio 1915 Pontafel è evacuata dei civili. Le linee contrapposte seguono l’orografia della vallata, il paese diviene avamposto delle prime linee, completamene evacuato, rimangono solo pattuglie dei due eserciti che si controllano reciprocamente o che fanno delle incursioni per verificare la consistenza dell’avversario e la sua preparazione.
Gli abitanti di Malborghetto sono evacuati come tutti quelli abitanti della Kanaltal – Valcanale Kanaltaler e trovano rifugio principalmente in Carinzia e in Stiria a partire dal 20 maggio 1915, tornano nel novembre 1917. Rimangono solo poliziotti e pattuglie di militari. Nel 1916 vicino al casello ferroviario di Malborgeth – Malborghetto gli austriaci costruiscono una deviazione ai binari che avrebbe permesso di proteggere un cannone da 42 cm. nella galleria e di farlo uscire per sparare verso Dogna distante undici chilometri superando i 1000 metri di montagne.
Alla fine del paese di Wolfsbach – Valbruna, sono costruiti baraccamenti per alloggiare le truppe e allestiti dei magazzini che sorgono vicino alla teleferica che porta i rifornimenti alle truppe che combattono nelle montagne subito sopra il paese. La teleferica èdi importanza strategica perché collega le posizioni dello Schwarzenberg e del Piccolo Jôf di Miezegnot con la piana sottostante e di conseguenza con le retrovie. Il paese, non si capisce bene perché ma forse a causa della teleferica, subisce pesanti bombardamenti da parte delle artiglierie italiane a iniziare dal settembre 1915. Gli abitanti sono evacuati nel maggio 1915 e diretti verso la Carinzia.
Una buona parte degli abitanti di Saifnitz – Camporosso invece di rifugiarsi in Carinzia approfitta degli stavoli presenti nella laterale Val Bartolo. I danni maggiori alle loro abitazioni sono procurati dalle truppe austro-ungariche che asportano tutto il materiale disponibile per costruire baracche e rifugi. Sono prelevate assi dei pavimenti, travi, ma anche materiale degli impianti d’illuminazione comprese le lampadine.
Più a nord la situazione di Tarvis – Tarvisio è decisamente diversa. La cittadina è diventata un centro logistico di vitale importanza vista la presenza della stazione ferroviaria cui arrivano due linee che garantiscono un costante e sicuro rifornimento.
Proprio per questo motivo e per la relativa sicurezza sono insediati numerosi comandi e uffici, ospedali e zone per alloggiare le truppe, magazzini e depositi. Nelle vicinanze del cimitero di Tarvisio Bassa trova ospitalità una parte dei profughi delle zone di guerra per cui sono costruite delle baracche. Presso l’hotel Mörtl s’insedia il comando della 50ª brigata da montagna. Vicino la stazione è allestito un cinematografo da campo. La scuola elementare di Boscoverde è requisita e trasformata in Istituto di Sanità della 59ª brigata da montagna, cioè un ospedale.
Anche Tarvis – Tarvisio è colpita dalle artiglierie italiane a iniziare dal settembre del 1916 quando oltre 200 colpi di cannone producono incendi e danni agli edifici.