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Il Sentiero dei Soldati dal Rifugio Celso Gilberti

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A. SELLA BILA PEC (Sentiero CAI 632)
Caratteristiche del percorso:
• Partenza: Rifugio Gilberti
• Difficoltà: bassa
• Quota minima: 1850 m
• Quota massima: 2005 m
• Tempo: 0,40 ore

Siti di interesse:
A Sella Bila Pec, punto di controllo e ristoro lungo i percorsi delle linee di rifornimento, si trova una casermetta, realizzata a supporto del ricovero Canin (di cui rimangono ora le tracce del basamento). In prossimità si trovano i resti di baracche e una caverna (postazione di una batteria da montagna); più avanti, su un ampio spiazzo, è situato il basamento della stazione a monte della teleferica che partiva dalla Val Raccolana.
Il sentiero CAI coincide con il percorso botanico del Bila Pe@ che permette di ammirare la vegetazione legata agli ambienti estremi di alta quota.

B. SELLA PREVALA (Sentiero CAI 636)
Caratteristiche del percorso:
• Partenza: Rifugio Gilberti
• Difficoltà: medio/bassa
• Quota minima: 1850 m
• Quota massima: 2067 m
• Tempo: 3,00 ore
Siti di interesse:
A Sella Prevala, confine con la Slovenia, sono ancora visibili i resti delle postazioni del Regio Esercito italiano scavate nella roccia e i ruderi della casermetta del villaggio di guerra italiano sotto la parete del Golovec. Il tratto del sentiero che scende a Sella Nevea è la mulattiera di guerra, costruita nel 1915 per collegare i reparti militari dislocati in quota con quelli a fondovalle e permette di vedere in quota ancora i resti di diversi edifici militari e, lungo il percorso, muri di sostegno e ponticelli costruiti dai soldati con la tecnica della muratura a secco.

C. RIFUGIO GILBERTI – SALITA SUL MONTE ROBON
Caratteristiche del percorso:
• Partenza: Rifugio Gilberti
• Difficoltà: bassa, con alcune asperità tipiche del terreno carsico
• Quota minima: 1.850m
• Quota massima: 1.908 m
• Tempo: 4 ore (scendendo per il CAI 637),  3 ore (scendendo per il CAI 636)
Siti di interesse:
Data l’importanza strategica di questo settore, che fronteggiava la prima linea austriaca posta sulla Mogenza Piccola, il Regio Esercito Italiano costruì sul monte Robon e sull’omonima Sella, fino a Cima Confine, innumerevoli manufatti militari. Oggi è ancora possibile vedere numerose costruzioni: fortini, casermette, gallerie e un lungo spalto a feritoie in pietra e cemento armato che difendeva il fronte. Bellissimo il panorama verso la catena del Canin, il Jôf Fuart, la Madre dei Camosci e i più lontani Mangart e Jalovec.